martedì 31 marzo 2009

Arrivederci Claudio: Bellucci sotto i ferri, in campo a luglio

BOGLIASCO (GE) - Un altro epilogo di campionato da vivere da spettatore, senza scarpini chiodati ai piedi e quella maglia numero 11 appesa all’attaccapanni dello spogliatoio. La iella e Claudio Bellucci, un rapporto che in questi mesi blucerchiati non sembra avere soluzione di continuità. Nella mattinata di ieri, il centravanti blucerchiato è stato infatti sottoposto ad un intervento chirurgico al ginocchio sinistro a causa di una lesione osteocondrale.

L’operazione in artroscopia, programmata la scorsa settimana dai responsabili sanitari della Sampdoria, è stata eseguita in una clinica di Anversa dal professor Marc Martens, lo stesso che lo scorso maggio aveva ricostruito a Bellucci il tendine d’Achille della gamba destra. Proprio come un anno fa l’arrivederci dovrebbe slittare all’inizio della prossima stagione, presumibilmente in occasione del ritiro estivo 2009-10, visto che per questo genere di interventi si prevedono almeno 3 mesi di stop. Intanto Bello - per la terza volta sotto i ferri da quando è tornato al Doria - comincerà la fase di riabilitazione già a partire dai prossimi giorni.

I suoi compagni, invece, in vista del prossimo impegno casalingo contro il Napoli di Donadoni, sono tornati ad allenarsi nel pomeriggio di ieri. Gruppo a ranghi ridotti per Walter Mazzarri, ancora orfano degli 8 nazionali (Palombo, Pazzini, Padalino, Ziegler, Dessena, Da Costa, Marilungo e Mustacchio) a spasso per l'Europa e di Marius Stankevicius, ancora alle prese con la fascite plantare al piede sinistro.

Federico Berlingheri
(il Giornale, 31 marzo 2009)

sabato 28 marzo 2009

Montenegro-Italia, tra doriani ed ex c'è anche Zoran Filipovic

Blucerchiati di oggi (Palombo e Pazzini), risaputi blucerchiati di ieri (Quagliarella, Lippi, Pezzotti e Bordon). Ma questa sera a Podgorica, in occasione della sfida verso Sudafrica 2010 tra Montenegro e Italia ci sarà un altro tassellino di storia della Sampdoria, forse sconosciuto ai più. Ad allenare la neonata selezione balcanica è infatti una vecchia conoscenza doriana. Si tratta di Zoran Filipovic, 56enne c.t. montegrino ed ex bandiera della Stella Rossa Anni 70, il quale nella stagione 1997-98 affiancò Vujadin Boskov alla direzione tecnica dei blucerchiati.

Il 12 novembre del ’97 il vecchio Vuja e il suo collaboratore vennero chiamati dall’allora presidente Enrico Mantovani in sostituzione di César Luis Menotti, el Flaco esonerato qualche ora prima. Il duo jugoslavo traghettò il Doria ad un onorevole ottavo posto finale e, a causa di una squalifica di Boskov, il vice Filipovic si tolse pure la soddisfazione di collezionare una panchina in occasione di Bari-Sampdora del 22 marzo ’98, 0-1 blucerchiato firmato Vincenzo Montella.

Federico Berlingheri

venerdì 27 marzo 2009

Derby della Solidarietà: Genova in campo contro la Sla

GENOVA - Ci siamo. Manca davvero poco all’ennesimo calcio che il mondo del pallone vuole dare alla sclerosi laterale amiotrofica, il morbo di Lou Gehrig oggi più noto come Sla. L’appuntamento è al “Luigi Ferraris” di Genova, dove alle 20,30 di questa sera i riflettori si accenderanno per il Derby della Solidarietà, evento animato dall’ex rossoblù Marco Nappi con la collaborazione delle due società.

Genoa e Sampdoria di ieri e di oggi saranno in campo insieme per la ricerca, per la Fondazione Stefano Borgonovo, la Gigi Ghirotti e contro la stronza. Così la chiama appunto l’ex centravanti viola, che da quella terribile malattia degeneritiva e progressiva del sistema nervoso è affetto, proprio come lo fu il compianto Gianluca Signorini, indimenticato da queste parti a prescindere dai colori.

Da una parte giocheranno Cassano, Mancini, Vierchowod, Pagliuca, Mannini; dall’altra Skuhravy, Gasperini, Eranio, Ferrari, Nappi, Sculli e tanti altri protagonisti del passato e del presente rossoblucerchiato. Insomma, oltre alla nobile causa della beneficenza, tra i torrioni rosso scarlatto di Marassi, ci sarà da divertirsi.

Federico Berlingheri

domenica 22 marzo 2009

Promossi & Bocciati di Torino-Sampdoria

Cassano: Novellino (ora rischia... Voto 5) ci mette del suo, lasciandolo libero di scorazzare felice nella metà-campo granata per buona parte della partita. Tra i fischi di chi - a torto - lo considera già prossimo avversario nei derby della Mole, Peter Pan ringrazia e mette la firma - e che firma! - sul secondo volo esterno blucerchiato in questo campionato. Zampino nel vantaggio di Pazzini (palla a Franceschini), assist per il raddoppio di Sammarco e sigillo personale: è un bel Cassano (che solo Lippi pare ignorare)! Voto 8

Mazzarri&Russo: Il primo polverizza pacchetti di sigarette in un gabbiotto della Tribuna; il secondo si agita e sbraita tarantolato dall’area tecnica. Dopo aver strapazzato l’Inter in Coppa Italia, il tandem portafortuna funziona ancora nella Torino granata: non sarà un bello spot per le campagne anti-fumo ma per il Doria si riconferma assai efficace. Voto 7,5

Bianchi: Una perla di tacco e poco altro. Non bastano, al prode Rolando, la grinta e l’ardore per prendere le sembianze del paladino da opporre alle armate della Retrocessione. Voto 6

Pazzini: Non vive uno di quei pomeriggi da segnare col circoletto rosso nella bacheca della memoria ma gli bastano meno di dieci minuti per segnare la rete numero 11 in 12 partite blucerchiate, rete che rimpingua una media-gol da Pazzo e che lo catapulta - a pieno titolo - tra i papabili azzurri di questa sera. Voto 6,5

Dzemaili: Fosforo balcanico da vendere, precisione svizzera da rivedere. Voto 6

Il Toro: Senza un gioco né geometrie, contestato dai propri sostenitori, desolatamente penultimo, raggiunto oggi anche dal Lecce, non pare il momento di sciorinare altri pistolotti sul cuore granata e sull’orgoglio figlio del “Filadelfia”. Gran Torino resta un film di Clint Eastwood - peraltro molto bello - e nulla più. Voto 4,5

Lucchini
: Prende per mano la difesa, prende ogni palla che capiti dalle sue parti. Poi ne prende una alle parti basse ma si rialza come se nulla fosse. Il Coro voci bianche di Lodi potrà contare su un nuovo effettivo; la Sampdoria su un baluardo oggi quasi inespugnabile. Voto 6/7

Sammarco: E poi finalmente tu... Voto 7

Pisano
: Non è un centrale e lo si intuisce ben presto. Vedere per credere il vantaggio di Pazzini. Voto 5--

Federico Berlingheri
(Goal.com, 22 marzo 2009)

giovedì 19 marzo 2009

Serie D, turno magro per le liguri: Spezia bloccato a Biella, Sestrese ko

GENOVA - Se Sestri piange, Spezia non ride. È questo, in estrema sintesi, il quadro nel girone A della Serie D al termine della trentesima giornata. Il turno infrasettimanale che ha visto lo Spezia pareggiare 0-0 in casa della capolista Biellese e la Sestrese soccombere a domicilio (1-2) a opera del Derthona lascia invariata la situazione in testa e in coda, dove stazionano rispettivamente aquilotti e verdestellati.

Non è bastato, al “Vittorio Pozzo” di Biella, il calore e l’entusiasmo di oltre 500 sostenitori spezzini per trascinare i bianconeri di Marco Rossi alla vittoria e avvicinarli agli altri bianconeri - ieri in maglia gialla -, quelli di Luca Prina, in vetta alla classifica a +4 sui liguri. Forte del vantaggio, la Biellese parte spedita: passano 37’’, Bottone scappa sulla destra e centra per Ferretti, Salvalaggio lo anticipa in scivolata spedendo la palla sulla traversa. Sfiorata l’autorete, lo Spezia prova a rialzarsi con Lazzaro ma il suo colpo di testa si spegne sul fondo. È un fuoco di paglia perché in attacco gli aquilotti paiono troppo leggeri; sull’altra sponda, Torromino, talentuoso 10 crotonese, fa il bello e cattivo tempo: occasioni però se ne vedono poche.

Al 35’ il numero 1 spezzino Bertagna respinge in bagher una conclusione di Ferretti e si supera a inizio ripresa su deviazione fortuita di Nicolosi, prima che Salvalaggio salvi sulla linea e colpisca il secondo autolegno di giornata. Non sembra giornata per lo Spezia e mister Rossi tenta di rivitalizzare i suoi inserendo Herzan proprio per Salvalaggio. Più coraggio per gli aquilotti e Innocenti, al 60’, ci prova dalla lunetta del limite dell’area: l’estremo laniero Mordenti vola e annienta. È questo il penultimo sussulto di una gara equilibrata che si chiude di fatto al 75’ con un gol - forse valido - annullato a Ferretti, un rosso nel recupero per l’intemperante Torromino e la festa biellese per un primato ancora in cassaforte a 8 turni dal termine.

Saranno 8 turni di passione quelli della Sestrese, uscita con le ossa rotte dal “Giuseppe Piccardo” e sempre più penultima. Eppure, dopo il botta e risposta in avvio - al vantaggio nero firmato dal mediano di scuola Doria Albrieux ha risposto, due minuti più tardi, una magica punizione di Glauda -, sembrano i verdestellati del Principe Balboni, sempre padroni della manovra e vicini al secondo gol con capitan Ramenghi su cross dalla sinistra di Garrasi, i candidati più autorevoli ad avere la meglio. Nella ripresa, però, dopo il 2-1 mancato da Sigona a tu per tu con Corti, il Derthona si fa forte con Spinaci, che al 66’, in contropiede, firma il definitivo successo piemontese.

Gli altri risultati della trentesima giornata: Casale-Rivarolese 2-1, Cuneo-Lavagnese 1-1, Lottogiaveno-Cirié 1-0, Pro Settimo-Albese 1-1, Sestri Levante-Rivoli 0-1, Valle d’Aosta-Savona 2-0, Virtus Entella-Novese 3-0. La classifica: Biellese 60, Spezia 56, Casale 51, Sarzanese 48, Pro Settimo 46, Albese 45, Savona 44, Virtus Entella 42, Lavagnese 39, Rivoli 37, Cuneo e Rivarolese 35, Derthona e Sestri Levante 32, Lottogiaveno 28, Valle d’Aosta 24, Novese 23, Sestrese 20, Cirié 19.

Federico Berlingheri
(il Giornale, 19 marzo 2008)

mercoledì 18 marzo 2009

Mascarinho delle prodezze

Da Meroni a Cassano, passando per Chiorri, Mancini, Pato Aguilera, Ortega e Flachi. Nella storia più o meno recente del calcio genovese, le storie di grandi e meno grandi dai piedi magici e raffinati accompagnati da caratterini poco inclini al conformismo e scarsamente avvezzi ad abbassare occhi e orecchie abbondano a dismisura. Dalle aspre e sassose colline del Ragusano che circondano Comiso, partì quella di un peperino da cineteca, il centravanti-spettacolo delle ultime settimane, uno che proprio a Genova approdò sì ma al momento sbagliato. Stiamo parlando di Giuseppe Mascara, un giorno detto Topolinik, oggi per tutti Mascarinho. Prima la prodezza da metà-campo nello storico derby col Palermo, poi un’altra da 39 metri al “Friuli”, domenica contro l’Udinese. Prima Amelia e poi Belardi letteralmente uccellati da due geniali capolavori di balistica che a questo folletto rossazzurro alle soglie dei 30 anni hanno impreziosito e - perché no? - cambiato la carriera.

Una carriera altalenante la sua, sempre all’insegna dei colpi ad effetto e delle intemperanze caratteriali, spesa più che altro in serie minori e tutta sui bollenti campi di quella che un tempo era la Magna Grecia. Tutta tranne - appunto - una fulminea puntatina al Nord, in un Genoa dallacostiano, sgangherato e bisognoso di liquidi, presentatosi sul mercato del gennaio 2003 con l'incombenza di cedere. Successe infatti che Marco Carparelli andò ad Empoli mentre Paul Codrea finì al Palermo. Dal capoluogo siciliano spedirono in cambio proprio Mascara, seconda punta tecnica, spettacolare e dalla giocata sempre in canna ma al tempo stesso suscettibile e impulsiva, reduce oltretutto da un grave infortunio e afflitta da numerose noie muscolari. Nel Grifone dell'accoppiata Torrente-Lavezzini, l’attaccante di Caltagirone riuscì a combinare ben poco: quasi sempre panchinaro, a fine stagione furono soltanto 13 le presenze racimolate e due, entrambi su rigore, i gol realizzati.

Due gol inutili, che a nulla valsero per evitare la seconda, mesta retrocessione in Serie C della storia del Grifone, passato nel frattempo nelle mani di Enrico Preziosi. Nella caldissima estate del 2003, il Genoa tornò però ad esultare: i rossoblù vennero infatti ripescati in seguito al caso-Catania e all'allargamento del campionato cadetto a 24 squadre. Un altro caso, quello che gli antichi chiamavano Fato, volle invece che il “nervoso” Mascara chiudesse ben presto l'esperienza genoana e finisse proprio al Catania, squadra della sua città, dove oggi - dopo aver riportato gli etnei in A dopo 22 anni di assenza, e nonostante le tre espulsioni più le sette ammonizioni nell’anno di esordio in massima serie - è leader indiscusso e bomber da cineteca. Anche perché, maturato e prossimo alla trentina, Mascarinho pare proprio aver messo la testa a posto.

Federico Berlingheri
(il Giornale, 18 marzo 2009)

giovedì 12 marzo 2009

Gastaldello unico a parte nel giorno di "Pinella" Baldini

GENOVA - Primo vero bomber della storia della Sampdoria, primo marcatore nel primo derby della Lanterna, primo calciatore blucerchiato a essere convocato in Nazionale. Ieri, per il primatista Giuseppe Baldini, per tutti Pinella, è stato un giorno particolare. Classe 1922, l’ex centravanti dell’Attacco Atomico della neonata Sampdoria dei secondi Anni Quaranta, ha infatti spento 87 candeline e per tutta la famiglia sampdoriana - che lo ha festeggiato e ricordato sul sito ufficiale della società - la ricorrenza è stata di quelle da segnare con tanto di circoletto rosso sul calendario della memoria.

Nativo di Russi, provincia di Ravenna, Baldini arrivò a Genova al termine della seconda guerra mondiale perché acquistato dall’Andrea Doria. Da lì, prese parte all’avventura cominciata il 12 agosto del 1946: insieme col compagno Adriano Nano Bassetto, Pinella segnò a suon di gol le prime stagioni di vita della giovane Sampdoria, trascinandola, nel 1948-49, a uno straordinario quinto posto. Un anno ai cugini del Genoa - trasferimento che fece scalpore - e due al Como si rivelarono parentesi piuttosto infelici nella carriera di Baldini, il quale nel ’53 tornò a vestire il blucerchiato. Al Doria si fermò fino al ’55, dove in totale riuscì a realizzare la bellezza di 73 reti in 186 presenze. Niente male considerato che, a tutt’oggi, Pinella - di nuovo a Genova come allenatore a metà Anni Sessanta - rimane il quinto marcatore di sempre nella storia sampdoriana dopo Mancini (171), Vialli (140), Flachi (111) e Bassetto (93), suo compagno in quell’indimenticabile Attacco Atomico.

Intanto, un altro attacco che sta facendo e promette faville s’è allenato ieri sotto il cielo terso di Bogliasco. Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini ricaricano le pile in vista della Roma e hanno svolto col resto del gruppo la seduta pomeridiana programmata da mister Mazzarri. Unico a parte Daniele Gastaldello alle prese con una forte contusione al polpaccio destro rimediata domenica al “Dall’Ara”. Nessun problema invece per Stefano Lucchini che è tornato a disposizione al pari di Campagnaro, Da Costa e Delvecchio, ristabilitisi completamente da rispettivi guai fisici.

Federico Berlingheri
(il Giornale, 12 marzo 2009)